Il dibattito sul CoLiving in Italia tende a concentrarsi sulle grandi città: Milano, Roma, Torino. È comprensibile: sono i mercati con la domanda più visibile, con i flussi di lavoratori in mobilità più elevati, con il maggiore interesse da parte degli investitori istituzionali. Ma il focus esclusivo sulle metropoli rischia di oscurare opportunità territoriali significative e di replicare un modello di sviluppo già noto anziché esplorarne di nuovi.
Il CoLiving può crescere bene anche — e forse meglio — in contesti urbani di dimensione media, in territori con caratteristiche specifiche, in città che stanno vivendo trasformazioni economiche o demografiche.
Le città universitarie fuori dai grandi centri
Città come Bologna, Padova, Pisa, Perugia, Ferrara o Trento hanno una densità di studenti e giovani ricercatori che genera domanda costante di alloggi flessibili, di qualità e orientati alla community. In questi contesti il CoLiving può posizionarsi come alternativa superiore agli studentati tradizionali, con un'offerta più curata, più orientata alla vita professionale in formazione e meno legata alla stagionalità accademica stretta.
Le città universitarie medie hanno spesso un patrimonio edilizio più accessibile rispetto alle metropoli, costi operativi inferiori e un tessuto urbano che facilita la mobilità a piedi o in bicicletta: tutte condizioni favorevoli per progetti di CoLiving di qualità.
Le coste adriatica e tirrenica fuori stagione
Le zone costiere italiane sono state a lungo identificate con la stagionalità estiva. Ma la transizione verso il lavoro remoto ha modificato questa logica. Destinazioni come Rimini, Pesaro, Civitanova, Viareggio, Ostia o i borghi costieri della Liguria e dell'Adriatico possono ospitare CoLiving pensati per remote worker che cercano qualità della vita, accesso al mare, costi più bassi rispetto alle città e connettività buona.
Questo modello rompe la stagionalità: un CoLiving per remote worker non deve riempirsi solo ad agosto. Può costruire una community stabile di persone che lavorano da remoto durante tutto l'anno, con picchi gestibili nei mesi estivi.
I territori in rigenerazione
Alcune aree italiane stanno vivendo processi di rigenerazione economica e urbana che creano condizioni favorevoli per il CoLiving. Bari e la Puglia, la Sicilia orientale attorno a Catania, alcune aree della Campania, la Sardegna: sono territori che attraggono crescente interesse da parte di lavoratori digitali, creativi, startupper, e che offrono costi molto più accessibili rispetto al nord.
In questi territori il CoLiving può avere un impatto locale significativo: attrarre nuova popolazione, animare tessuti urbani storici, creare indotto per i servizi locali. Questo potenziale di impatto sociale e territoriale è un elemento di posizionamento che i grandi centri metropolitani non possono offrire con la stessa intensità.
Le città medie con forte vocazione produttiva
Città come Brescia, Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Treviso o Vicenza sono centri di forte attività industriale e manifatturiera con un flusso costante di lavoratori in mobilità: quadri in trasferta, specialisti assunti da fuori regione, consulenti con contratti di durata media. Questa domanda è spesso mal servita dall'offerta alberghiera tradizionale e dalla locazione classica.
Un CoLiving in una città produttiva di medie dimensioni può rispondere esattamente a questa esigenza: un alloggio di qualità, flessibile, con spazi di lavoro inclusi, in una posizione accessibile ai principali poli produttivi. La community diventa un valore aggiunto per persone che si trovano a lavorare lontano da casa e che apprezzano la dimensione sociale che un appartamento anonimo non può offrire.
Le sfide dei contesti non metropolitani
Fare CoLiving fuori dalle grandi città non è senza sfide. La domanda è meno visibile e richiede un lavoro di acquisizione più attivo. I servizi integrabili sono meno abbondanti. Le reti di investitori locali sono più limitate. E la cultura del CoLiving è meno conosciuta, il che richiede maggiore investimento in comunicazione e educazione del mercato.
Ma queste sfide sono spesso compensate da vantaggi significativi: costi più bassi, concorrenza ridotta, maggiore capacità di costruire relazioni con le istituzioni locali e di essere riconosciuti come attori del territorio.
Conclusione
La crescita del CoLiving in Italia non deve essere la replica di modelli urbani metropolitani in scala ridotta. Può essere una crescita territorialmente diversificata, che porta un modello innovativo in contesti che ne hanno bisogno e che possono offrire condizioni favorevoli per svilupparlo. CoLivIt guarda a tutta l'Italia, non solo alle sue capitali.
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